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IN VIAGGIO CON LA NEVE
di Vittorio Frau
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Domenica mattina alla Sede della
Società Umanitaria
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Per il terzo anno consecutivo è tornata a Roma, presso la sede della
Società Umanitaria, la rassegna Viaggio tra le vie dell'arte,
organizzata dall'Associazione Akkuaria con oil patrocinio della
Società Umanitaria.
Quest'anno il tutto è stato reso più difficile dalle avverse
condizioni meteo, in modo particolare dalla neve che ha aspettato
per ben 27 anni in agguato dietro i sette colli per poi scatenarsi
quando tutti i partecipanti all'evento erano in procinto di mettersi
in viaggio.
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Savio Pagano al Colosseo
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Il tutto è stato circondato da un alone apocalittico magistralmente
orchestrato dai media, da una cronaca continua con giornalisti
appostati in ogni angolo della città e vestiti come il comandante
Umberto Nobile dopo il celebre incidente al Polo Nord.
Costoro, osservati con curiosità da migliaia di turisti in maniche
di camicia che passeggiavano tranquilli, raccontavano di lupi
famelici che si aggiravano tra le nevi perenni di Villa Borghese e,
qualcuno di loro, perfino di orche e pinguini che affioravano qua e
là tra i ghiacci che ricoprivano il Tevere.
Tuttavia, l'impavida Vera Ambra, leader dell'Associazione
Akkuaria, e un manipolo di coraggiosi (Maria Tripoli, Antonella
Salamone, Savio Pagano e Paolo Tortorici), lasciavano la calda
Sicilia con mezzi di fortuna (si parla di un rompighiaccio russo
messo a disposizione di Akkuaria da Ljudmila Korotkov,
ambasciatrice di Akkuaria proprio per l'inospitale terra di Putin)
giungendo nella capitale dove li attendeva un gatto delle nevi messo
loro a disposizione da Carla Russello ed Elena Cordaro.
Intanto il sottoscritto, partito dalla Sardegna con una slitta
trainata da una muta di foche sarde, attraversava il Mediterraneo, a
detta dei giornalisti di Rete 4 completamente ghiacciato, giungendo
a Roma dopo un periglioso viaggio, affrontando orsi bianchi ed
eschimesi armati di arpioni.
Un plauso particolare al poeta Sergio De Angelis, per tre
giorni prigioniero della neve nella sua casa in montagna che, pur di
essere presente all’evento, non ha esitato a lanciarsi a piedi giù
per il candido pendìo come un caterpillar, giungendo a valle dopo
aver percorso i 5 km più lunghi della sua vita.
Nonostante l'impercettibile allarmismo orchestrato dai mezzi
d'informazione, la situazione era tutt'altro che tragica, una
suggestiva e inconsueta nevicata ha fatto da cornice a un altro
straordinario evento: la nascita dell'"
Alienismo"
un nuovo movimento artistico che nasce con lo scopo di riportare il
pensiero creativo all’interno di forme adeguate a esprimere la
complessa spiritualità contemporanea, sperimentando nuovi equilibri
fra contenuti e forme nella sintesi che si produce fra la natura
spiritualizzata e lo spirito materializzato.
Dopo un violento corpo a corpo tra l’autore Klem D’avino e un
grosso quadro dell’artista Luigi Marrocco che non voleva
saperne di disporsi parallelamente al suolo, si è scelto di dare un
tocco in più alla sala lasciando la tela inclinata alle spalle della
scrivania dei relatori.
Tralasciando quindi tali piccoli inconvenienti, possiamo affermare
che l’evento è stato un successo; le tante persone convenute, a
dispetto dell'inesistente catastrofe meteorologica in atto, hanno
seguito con interesse i lavori dell'intera manifestazione, che è
stata caratterizzata da una serie di avvenimenti: prima tra tutti la
mostra "Intreccio di emozioni" del pittore Luigi Marocco,
le cui opere sono state presentate e descritte da Maria Tripoli,
pittrice ed esperta d’arte che ha sottolineato aspetti dell’arte
visiva che hanno permesso ai presenti di cogliere aspetti del lavoro
di Marrocco non evidenti a occhi non abituati a quel genere d’arte.
I lavori sono proseguiti con la presentazione della nuova collana di
libri in formato ebook, per ora composta da sette titoli ma
destinata a crescere, vista l'enorme potenzialità che offre questo
nuovo tipo di editoria.
La nuova scommessa di Akkuaria, quella inerente i libri
elettronici, è nata dopo la morte di Steve Jobs e la conseguente
straordinaria diffusione delle sue creazioni, come l’I-pad o i vari
dispositivi che permettono di leggere gli ebook con uno
straordinario “effetto carta”. Vera Ambra è apparsa talmente
entusiasta dei nuovi dispositivi elettronici da magnificarli con un
enfasi e un piglio che avrebbe suscitato l’invidia della migliore
Vanna Marchi. Per un attimo ho avuto l’impressione che se avesse
avuto a disposizione un centinaio di lettori di ebook li avrebbe
venduti in un attimo! Non è difficile capire il perché di tanto
entusiasmo, basta prendere tra le mani questi dispositivi per
rendersi conto che il futuro dell’editoria è tutto in quei pochi
centimetri di tecnologia.
Negli Stati Uniti l’ebook occupa ormai il 15% del mercato editoriale
e anche noi raggiungeremo in un futuro prossimo tali percentuali.
Io stesso ho avuto modo di presentare il mio nuovo libro “Facebook
generation” in formato ebook e non ho potuto fare a meno di
costatare che per certi aspetti è più comodo di un libro cartaceo:
per cercare una un capitolo, una frase, o una semplice parola ci si
può affidare a un motore di ricerca che azzera i tempi morti. Si
evita così, durante la lettura di brani distanti tra loro, di
cimentarsi in una frenetica ricerca accompagnata da un imbarazzante
silenzio dei presenti che pare allungare l’attesa.
I lavori sono proseguiti con la premiazione del Primo Contest online
di arti visive e Poesia "Denunciamo e ricordiamo"
proposto dalla redazione del Blog Dominio Mentale diretto da
Giovanni Donato. Subito dopo è stata la volta dell’incontro dei vari
autori di Akkuaria con il pubblico in sala, e con la presentazione
dei prossimi concorsi letterari: la quarta edizione del Premio
Fortunato Pasqualino, punta di diamante tra i concorsi organizzati
da Akkuaria, e del secondo premio “Fantasy Way”, a cura di Antonella
Salamone.
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Barbara Olson e Vera Ambra
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Un bell’evento come sempre insomma, a dispetto delle iniziali
difficoltà che hanno purtroppo causato diverse assenze.
Chissà, forse il fato pensava bastasse un po’ di neve per fermare
una figlia dell’Etna come Vera Ambra; ma le entità avverse
non hanno fatto conti con la determinazione di questa donna che,
avanzando come un guerriero Inuit confortato dalla nuova arma
alienista, ha portato a termine l’ennesimo, importante, evento.
Vittorio Frau
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