UNA SETTIMANA ESATTA
Ho conosciuto Akkuaria attraverso una donna dell’associazione
Argiope.
Avevo appena finito di scrivere e correggere il mio libro e
desideravo pubblicarlo il prima possibile, perché tutta quella
fatica doveva servire ad incrementare il mio lavoro. Armonizzazione
Femminile, questo è il titolo del libro, parla della pratica
corporea che ho messo a punto e insegno ed essendo ancora poco
divulgata, è essenziale che ci sia un testo di riferimento.
Ho cominciato a scrivere su invito di una donna che gestisce una
piccola casa editrice, interessata all’aspetto interculturale di
questa pratica, ma consapevole fin da subito che il mio libro per
loro sarebbe stata un’avventura editoriale. Infatti, finito il
libro, ho dovuto rinunciare alla pubblicazione dell’intero testo per
via delle condizioni per me troppo onerose in termini di tempo e
lavoro. La proposta di pubblicare delle parti del mio libro in opere
collettive non mi andava bene: ho scritto per dare un testo di
riferimento alla pratica di Armonizzazione Femminile e alcuni brani
in un’opera collettiva non sarebbero serviti allo scopo.
Così ho cominciato a cercare un’altra piccola casa editrice,
parlando con amiche e conoscenti. Cercavo di pubblicare il testo
integrale, senza variazioni, cancellazione o modifiche perché solo
così potevo avere il libro che divulga la mia pratica.
La prima telefonata l’ho fatta ad Akkuaria, alle undici di un lunedì
mattina. Alle tredici ero all’internet-point per mandare il testo
(non avevo ancora il computer a casa) e la sera alle ventuno ho
saputo che la mia ricerca era già finita: Vera aveva letto
velocemente il mio libro e mi disse che sarebbe stato pubblicato
subito, purché fosse pronto in una settimana.
Pensavo che sarebbe passato del tempo tra il primo contatto con una
nuova casa editrice e la pubblicazione, avevo un’idea per la
copertina ma era tutta da realizzare; poi c’era da fare la rilettura
per eliminare i refusi dal testo e l’impaginazione.
Ricordo ancora quella settimana come uno dei momenti febbrili della
vita: le foto ai ghirigori dei balconi liberty delle case del
quartiere dove abito, la ricerca del colore della carta, lo schizzo
a matita copiando le spirali delle foto, il disegno ad acquarello
fatto in una notte da mio marito.
Ricordo i tentativi di impaginazione esplorando le funzioni di world
che ancora non avevo nemmeno notato, l’aiuto di mia sorella che mi
prestava il computer e di mio cognato che mi spiegava al telefono
come scaricare le foto dalla macchina digitale.
Dopo questo tour de force il libro era pronto per la prova di
stampa, a una settimana esatta dalla prima telefonata. Mentre
aspettavo la prima copia del mio libro, che sarebbe arrivata per
posta una decina di giorni dopo, mi chiedevo se tutto questo era
successo veramente o se l’avevo solo sognato. Mi aspettavo una lunga
e faticosa ricerca di una casa editrice, con lunghe attese e
appuntamenti inutili, perdite di tempo e giri a vuoto. Tutto questo
non c’è stato, solo un turbine di febbrile attività e poco dopo il
mio libro tra le mani!
Tutto questo succedeva più di un anno fa. Poi è cominciato un altro
tour de force: la promozione del libro, tra presentazioni e
performance di danza, conferenze e recensioni.
Ma questa è un’altra storia...
Paola Broggi
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